giovedì 30 ottobre 2008

Buona maestra televisione


"La televisone, e in special modo la Rai, diffonde un'immagine del
Paese deprimente e triste!" disse il nostro premier! E... zac!
Buona visione.

[Lampo sport]


Mannaggia la pupazza, ma che ne è stato del brillante Palermo
degli inizi di Ballardini? Managgia e poi mannaggia!...

mercoledì 29 ottobre 2008

Vota Antonio, vota Antonio...


Pubblicata pure su: risodegliangeli.corriere.it

Non ci sono più le maggioranze di una volta...


Voleva ridurre il numero dei dipartimenti e, quindi, quello degli
assessorati. Ma il presidente della regione Sicilia, Raffaele Lombardo,
non ha superato lo scoglio più grande: quello degli alleati politici!
La notizia, quando apparirà, la trovate qui...

martedì 28 ottobre 2008

E' l'alba di un nuovo giorno...


C'eravamo sbagliati. E di brutto anche! Non era il fascismo strisciante
il pericolo, bensì il neonazismo... Accidenti!

Anomalie politiche e no


"Cambiare perché nulla cambi". Non ricordo più dove l'ho letto,
ma forse è meglio così...

lunedì 27 ottobre 2008

Ah, la saggezza degli antichi


Di nuovo della serie: il bue che dice cornuto all'asino...

[Lampo sport]


Ps.: e per la seconda volta allo stadio Renzo Barbera [chi ricorda
un Palermo - Milan di qualche annetto fa?] Gilardino vince il premio
"Sportivo dell'anno"... 'Zigh!

sabato 25 ottobre 2008

Oggi tutti in piazza! O quasi...

Un vento nuovo, anzi antico...


Sarò ingenuo, ma questo vento nuovo della politica siciliana,
che avrebbe dovuto essere rappresentato dal movimento
autonomista del presidente della regione Sicilia, Raffaele Lombardo,
sa già d'antico. Credo che si chiamasse trasformismo, ma non ne sono certo...

giovedì 23 ottobre 2008

mercoledì 22 ottobre 2008

[Liberi di leggere]

In tempi come questi, di crisi finanziaria e dei consumi, rileggersi questo piccolo, surreale, capolavoro di uno dei maestri indiscussi del minimalismo americano a fumetti diventa quasi un obbligo. Questa è la storia di Enid e Rebecca, amiche inseparabili appena diplomate, e delle loro paure sulla soglia dell’età adulta. Una serie di personaggi, bizzarri eppure inquietantemente familiari, completano un panorama umano segnato dal logorio dei rapporti e da un senso generalizzato di solitudine che sembra appartenere agli oggetti quanto alle persone. La provincia dipinta con minuziosa ironia da Daniel Clowes è sospesa nel vuoto di un America siderale, lontana dal mondo nello spazio come nel tempo. Le due protagoniste si affacciano su un futuro crepuscolare dove ferirsi reciprocamente è la forma più facile, spesso l’unica, di comunicazione. Enid e Rebecca reagiscono isolandosi in una sorta di spavaldo cinismo e con l’esercizio quasi estenuante del sarcasmo, mentre osservano impotenti il divario che le separa sempre di più l’una dall’altra e che le conduce verso strade differenti. Crescere, per Enid più che per Rebecca, significa distinguere con maggiore chiarezza i contorni evanescenti della realtà. Crescere significa trovarsi faccia a faccia con il fantasma del mondo e, perse le deboli certezze che lo mascheravano, averne paura. Alla fine ci saranno delle scelte, più subite che prese. Enid e tutti gli altri personaggi usciranno dal nostro campo visivo, chi verso un altrove sconosciuto ed incerto fuori della città, chi nelle pieghe di quella che ci si ostina a chiamare vita normale. Nel 2001, da questo fumetto è stato tratto un film (con una giovanissima Scarlett Johansson) .

DANIEL CLOWES è nato a Chicago nel 1961 (nel giorno del ventinovesimo compleanno di Jane Mansfield, come ama ripetere). Ha conquistato ampia notorietà creando la serie a fumetti “Eightball”. I suoi lavori trascendono il mondo del fumetto e sono stati pubblicati da riviste di prestigio come Esquire, The New Yorker, Vogue, Time e Newsweek. Dai suoi lavori sono stati tratti due film di successo: Ghost world, interpretato tra gli altri da Thor Birch (American Beauty), e Art School Confidential. Un terzo film è attualmente in lavorazione. Di Ghost world ha detto: "Ho voluto esaminare la vita di due ragazzine neo-diplomate dalla posizione privilegiata di chi spia non visto, con l’incerto distacco di uno scienziato che si è affezionato ai microbi intrappolati sui suoi vetrini".
Da Cococnino Press a soli € 17,00

E' la recessione, bellezza!


Pubblicata su: risodegliangeli.corriere.it

Quando la realtà supera la satira!


Leggetevelo il Giornale di Sicilia di oggi e poi ditemi...
Oppure, leggete qui e poi ditemi di nuovo...

martedì 21 ottobre 2008

Uolt-ER


Alla frutta...


Le casse del comune di Palermo, già ridente cittadina e capoluogo
siciliano, sono ormai ridotte al lumicino. E, quando si dice: "piove sul bagnato",
la Corte dei Conti ha condannato il sindaco avv. Diego Cammarata a risarcire
l'erario per ben 200 milioni di euro. Pare che avesse richiesto e affidato alcune
consulenze senza, come dire?, rispettare propriamente le regole...
Mmmm, e adesso chi pagherà davvero? [La notizia]

lunedì 20 ottobre 2008

Silenzio, [non] parla il papa


In fondo lo capisco, povera Sua Santità:
come si può parlare di ciò che non esiste?...

[Lampo sport]


E beh, è finita così... Purtroppo!
Catania-Palermo 2-0!!! Accipicchia e accipicchiolina!!!
Totò, non infierire... non è il caso. 'Zob!

sabato 18 ottobre 2008

Che bella situazione...


La recessione nera, anzi nerissima, che incombe; i gas serra
ai quali abbiamo detto: benvenuti, fate un po' quello che volete;
il dilagante razzismo, più nero che si può... Insomma, la situazione
è nera, anzi nerissima! Neanche una sfumatura di grigio, per dire...
Per fortuna che c'è la televisione! 'Zob...

No, non è Montalbano...


Alla fine, zitto zitto, l'avv. Diego Cammarata - sindaco della
sempre più ridente città di Palermo - è riuscito a far commissariare
il comune! Per inadempienze nella presentazione del bilancio 2007.
Se la trovate, la notizia è qui.

venerdì 17 ottobre 2008

Quando La Sicilia tace

Prendo in prestito dal blog di Mauro Biani e riporto, pari pari, quanto da lui pubblicato. In più faccio ammenda: avevo pensato a una vignetta sull'argomento ma poi, stretto fra lavoro [quello vero!] e pigrizia è passato tutto in cavalleria. Mai, e dico mai, si dovrebbe far passare sotto silenzio cose come queste...

"Parla, Santapaola!",
"Zitto tu, Fava!"
di Riccardo Orioles, da “la catena di s. libero” n. 372 - 13 ottobre 2008 n. 371
"Io, Vincenzo
Santapaola, vi dico...". Uno degli ultimi contenuti de "La Sicilia" di Catania, sotto forma di lettera, ma senza alcun intervento redazionale, è un vero e proprio editoriale di un boss mafioso. Contemporaneamente, e da oltre un anno, Ciancio vieta ai suoi cronisti di pubblicare dichiarazioni e notizie su Claudio Fava. Un episodio gravissimo, che segna un punto di non-ritorno. E la Magistratura? Ponzio. E l'Ordine dei Giornalisti? Pilato. Il gravissimo episodio di Catania - un esponente mafioso che usa il giornale di Ciancio per mandare i suoi messaggi - non ha suscitato le risposte istituzionali che sarebbero state prontamente date in ogni altra città. 1) La Procura di Catania, che da poco ha sequestrato per inadempienze burocratiche un povero foglio locale ("Catania Possibile") di denuncia, non ha ritenuto di intervenire sul ricco e potente quotidiano che ha favoreggiato di fatto il clan Santapaola. 2) L'Ordine dei Giornalisti non ha incredibilmente preso alcun provvedimento disciplinare - e quando , allora? - nei confronti del favoreggiatore. 3) L'Associazione siciliana della Stampa, che non è mai intervenuta in difesa di nessuno degli otto giornalisti siciliani trucidati dai Santapaola e dagli altri mafiosi, non ha avuto il coraggio di prendere adeguatamente posizione. 4) Il CdR de La Sicilia non ha denunciato né ha contestato (com'era suo preciso dovere) l'operato del direttore. Non se n'è dissociato, nemmeno con tempestive dimissioni, neanche il vicedirettore, che evidentemente giudica incidente veniale la presenza di un Santapaola nel suo giornale. 5) Le forze politiche locali hanno reagito con estrema fiacchezza all'episodio gravissimo, che ufficializza la contiguità fra poteri e mafia (già vista in numerosi episodi: caso Avola, censura dei necrologi Montana e Fava, scuse al boss Ercolano, ecc.) nel campo dell'informazione. Non è affatto una vicenda catanese. E' nazionale. E' l'esempio più estremo, ma che non resterà insuperato, della catastrofe etica dell'informazione italiana. Saviano, parlando di giornali collusi, ha avuto torto solo nel limitare i suoi esempi alla Campania. Facciamo appello ai siti liberi locali, ai giovani che li animano con tanta passione, a non lasciare impunita questa vergogna. A reagire apertamente e duramente, e soprattutto tutti insieme. Avremo nelle prossime settimane (l'inizio del laboratorio di giornalismo) e nel prossimo mese ("Sbavaglio" numero tre) tempo e luogo per esaminare partitamente lo stato dell'informazione a Catania e in Sicilia, e per proporre i rimedi. Ma adesso quello che è urgente è la ripulsa istintiva, etica, morale, nei confronti di quel "giornalismo" che insulta gli Alfano, le Cutuli, i Mario Francese, i Giuseppe Fava. Esprimiamo la nostra fraterna solidarietà a Claudio Fava, che i mafiosi intendevano uccidere, per la sua attività di giornalista libero, nello stesso luogo in cui avevano già ucciso suo padre; e nonostante questo, o forse proprio per questo, il suo nome oggi è tabù sullo stesso giornale che pubblica i comunicati dei Santapaola. Faccio appello infine, personalmente e da vecchio giornalista che mai avrebbe immaginato un tale degrado della professione, ai colleghi Lorenzo Del Boca e Roberto Natale, Presidenti Nazionali del nostro Ordine e del Sindacato:. Intervenite con tutti i vostri poteri su Catania! Difendete la nostra professione! Non lasciate soli i giovani che, con immensa generosità e a dispetto di tutto, qui impegnano le loro vite a fare un giornalismo di cui non vi dobbiate vergognare.

Arrivano i nostri...


Dalla Libia per salvare Unicredit! Nemmeno Spielberg
avrebbe saputo immaginare una trama più avvincente...
Pure su: risodegliangeli.corriere.it

Ancora buchi, ufff...


E' di oggi [qui] la scoperta di un nuovo buco nel bilancio
della regione Sicilia. L'ennesimo, dopo tanti altri...
Vignetta scontata, dunque. 'Zob!

giovedì 16 ottobre 2008

C'è del marcio...


Fra formaggi scaduti e striscianti razzismi questo paese sa
sempre più di muffa! Rimedi? Suggerimenti?...

Il tesoro che m'hai dato tu...


La notizia la trovate qui. I commenti... ce n'è davvero bisogno?

martedì 14 ottobre 2008

[Liberi di leggere. Speciale Nostalgiacomics]

Un bambino e il suo tigrotto di peluche sono i protagonisti di questa strip, diventata con il tempo popolarissima e ormai oggetto di culto da quando Bill Watterson, l'autore, ne ha decretato la fine. I nomi dei due protagonisti suonano familiari a chi abbia qualche reminiscenza umanistica: sono infatti curiosamente tratti dal noto teologo del seicento e dall'altrettanto famoso filosofo del settecento. Lo scenario è quello tipico di altre strisce americane, casa, famiglia, scuola e campi di gioco. Con una particolarità: ambientazioni e prospettive si dilatano e trasformano a dismisura assecondando la inesauribile fantasia di Calvin. La vasca da bagno diventa una nave pirata, il banco di scuola un'astronave, la scatola di cartone una macchina del tempo, i pupazzi di neve dei mostri. Lo stesso Calvin si trasforma in insetto, marziano, dinosauro, zombie e nel suo mondo immaginario anche gli adulti subiscono allegramente terribili trasfigurazioni. Così la severa maestra Vermoni diventa un orrendo alieno, i genitori e la baby-sitter dei nemici paurosi dai quali il nostro eroe deve fuggire. Il disegno è spesso elaborato e le prospettive delle tavole vertiginose, ben lontane dalla quiete dei Peanuts. Tutta la striscia ruota intorno alle fantasie del protagonista. Calvin è un sognatore ad occhi aperti. Vive in un mondo parallelo. Solo esteriormente la striscia sembra raccontare il mondo separato dei bimbi. E un aspetto solo in apparenza bizzarro è che Watterson non ha figli e le tavole sono amate soprattutto dagli adulti. La verità è un'altra:le parole e i pensieri di Calvin sono quelli del suo autore. Ciò che accomuna Calvin e i suoi lettori è la fantasia, la visione del mondo con occhi diversi. Calvin, come Linus e Mafalda, non accetta la banale realtà e si ribella a un sistema ordinato e noioso di valori. Come tutti i bimbi e gli adulti rimasti tali, non ha paure -si butta giù dai dirupi filosofeggiando alla grande sul suo slittino- ma angosce. La stessa angoscia che prende Charlie Brown sul suo letto la notte o Snoopy sul tetto della sua cuccia, il senso di vuoto per una realtà spesso ottusa e mediocre. Calvin la esorcizza inventando creature orribili, trasformando gli adulti in mostri, assentandosi per viaggiare in universi paralleli. Oppure con grandi riflessioni sull'immensità dello spazio sotto un cielo stellato per poi buttarsi davanti la TV a guardare programmi spazzatura. È il nostro paladino che lotta, perdendo sempre, contro regole che detestiamo. Con tutti i suoi difetti e sogni ci assomiglia terribilmente. Nel mondo di Calvin, quello immenso e fantastico dell'infanzia e del gioco, Hobbes è l'amico immaginario, il compagno di tutte le avventure. Il dualismo con la realtà degli adulti è reso con una trovata geniale dal punto di vista grafico. In presenza di estranei Hobbes è disegnato come un innocuo tigrotto di peluche. Quando solo Calvin compare nella tavola, Hobbes diventa un grosso animale parlante e pensante ritto su due zampe. Hobbes non è semplicemente un prodotto dell'immaginazione di Calvin. Le due versioni del pupazzo sono una splendida metafora del diverso modo di vedere il mondo. Nessuno di noi, specie adulti e bambini, vede le cose allo stesso modo. Gli altri personaggi sono poco più che dei comprimari, ma caratterizzati in modo intelligente e realistico. I genitori sono noiosi e ordinari, tanto da non avere un loro nome per tutta la storia della strip. Hanno tutte le fissazioni che i piccoli trovano seccanti: l'ordine, la pulizia, il cibo a tavola, le gite tediose in campeggio, la disciplina. Ma sopra tutto non hanno fantasia e non sanno sognare alla grande. Forse desiderano una vita tranquilla ma si ritrovano un figlio che costruisce pupazzi di neve raccapriccianti attirando l'attenzione di tutto il quartiere. Il padre, assillato dalle domande astruse e dalle folli proposte di Calvin, ha un atteggiamento distaccato e spesso tenta di difendersi con il sarcasmo. L'effetto sul bambino è spassoso perché nel suo mondo fantastico tutto è possibile: non afferra l'ironia e prende per buone le parole del papà. La madre, casalinga, diventa suo malgrado uno dei personaggi delle fantasie e affronta le quotidiane guerre per far mangiare, andare a scuola e lavare Calvin. L'insegnante, in italiano signora Vermoni, nella versione originale inglese miss Wormwood (anche questo nome una citazione dalla letteratura), anziana e rigida, riporta spesso energicamente Calvin nella realtà, smontando le fantasie con un pizzico di freddo sarcasmo. Susie è una compagna di scuola zelante, seria e brava. Calvin ha una sorta di attrazione nei suoi confronti, sentimento che esprime cercando di molestarla in ogni modo. Con il fedele tigrotto ha addirittura fondato una società antifemmine dove dar sfogo a tutta la sua presunta misoginia. La bimba è intimidita dall'atteggiamento selvaggio di Calvin ed è esclusa dal suo mondo. Entrambi non capiscono come vanno le cose tra loro, fatto questo che è probabilmente vero nella maggior parte delle relazioni. L'unico personaggio realmente temuto da Calvin e Hobbes è Rosalyn, la baby-sitter, che ricatta i genitori con richieste di aumenti e rovina le serate da trascorrere in pace da soli a casa. Watterson ha sempre tutelato con severo rigore la propria integrità artistica rifiutando la commercializzazione in qualsiasi forma diversa da quella dei libri. Non troverete mai pupazzi o altri gadget ufficiali. Il contrasto con le esigenze dei syndicate arrivò ad un punto insostenibile quando pretese che la versione della domenica fosse pubblicata a mezza pagina in un formato del tutto non modificabile. Alla fine del 1995 e all'apice della popolarità l'autore comunicava la decisione di sospendere la striscia con una lettera a tutti i direttori dei giornali che la pubblicavano. La stessa crisi aveva colpito poco prima alcuni tra i più creativi autori di strips ( Far Side di Larson e Bloom County di Berkeley Breathed). Certamente ha pesato il logorio del dover produrre quotidianamente strisce all'altezza delle aspettative ma soprattutto l'insofferenza per il limiti imposti dallo standard di impaginazione dei giornali americani. Con una decisione che rivela rancore per l'ambiente americano, l'autore ha autorizzato solo i giornali fuori dagli U.S.A. a pubblicare quanto ancora non edito o ripubblicare le vecchie strisce. In Italia le strisce sono state diffuse per lungo tempo dal mensile Linus ma ormai da diversi anni non compaiono più. Più recente qualche breve apparizione estiva sul quotidiano La Repubblica.


Biografia minima dell'autore: nel 1980 Watterson si laureò alKenyon College nello stato dell'Ohio. Subito dopo il Cincinnati Post gli offrì un lavoro come disegnatore di vignette politiche per un tempo di prova di sei mesi. "L'accordo era che mi avrebbero licenziato senza troppe chiacchiere se le cose non fossero andate nel verso giusto nei primi mesi. La cosa certa è che le cose non andarono bene, e loro mi licenziarono, senza troppe chiacchiere. Il mio parere è che l'editore voleva il suo Jeff MacNelly (cartoonist vincitore del Pulitzer a 24 anni), e io non ero all'altezza delle sue aspettative. I miei giorni al Cincinnati furono molto kafkiani. Ho dovuto vivere lì per tutte e due le settimane e l'editore insistette affinché il mio lavoro fosse in gran parte per l'edizione locale della rivista, e non la nazionale."
Calvin and Hobbes è stato pubblicato per la prima volta il 18 novmbre 1985.
Watterson passò gran parte della sua carriera nel provare a cambiare l'atteggiamento della gente nei confronti dei fumetti. Egli credeva che il valore artistico dei fumetti era sottovalutato, lo spazio che occupavano nei giornali continuamente diminuito e spesso sottoposti ad arbitrari capricci degli editori (in una occasione, Watterson disse "Sono un disegnatore, non il leader di una impresa commerciale di Calvin & Hobbes"). Watterson è anche conosciuto per le sue battaglie personali contro la struttura obbligatoria imposta dai giornali sulle vignette: il fumetto standard iniziava con un largo ed ampio rettangolo caratterizzato dal logo del fumetto, e la striscia era presentata in una serie di rettangoli di diversa larghezza, limitando le opzioni di rappresentabilità del disegnatore. Watterson riuscì, da contratto, a liberarsi di queste costrizioni per Calvin & Hobbes, disegnando il suo cartone domenicale nel modo in cui voleva. In molte tavole, le vignette sono sovrapposte o contenute in altre vignette; in altre, l'azione avviene diagonalmente rispetto alla striscia. In ogni caso, Watterson combatté costantemente contro le tante cose che egli sentiva impoverissero i suoi fumetti. Egli si rifiutò di realizzare del merchandise delle sue creazioni poiché, secondo lui, tazze, adesivi e magliette avrebbero svalorizzato i personaggi e la loro personalità. Questo è anche il motivo per cui ha sempre rifiutato che la strip diventasse un cartone animato. Per questo motivo si prese due ampie pause dallo scrivere strisce, dal maggio 1991 al febbraio 1992 e da aprile a dicembre del 1994.
In una breve lettera agli editori, resa pubblica il 9 novenbre 1995, Watterson annunciava il suo ritiro: Caro editore, smetterò di disegnare Calvin & Hobbes alla fine dell'anno. Questa decisione non è né recente né facile, e la prendo con una certa tristezza. Tuttavia, i miei interessi sono cambiati e credo di aver fatto il possibile all'interno della costrizione delle scadenze giornaliere e dei piccoli spazi. Ho voglia di poter lavorare ad un ritmo più meditato, con meno compromessi sul piano artistico. Non ho ancora deciso sui miei progetti futuri, ma la mia relazione con la
Universal Press Syndicate proseguirà. Che così tanti giornali abbiano pubblicato Calvin & Hobbes è un onore del quale sarò a lungo orgoglioso, ho inoltre apprezzato molto il vostro sostegno e la vostra indulgenza negli ultimi dieci anni. Disegnare questa striscia è stato un privilegio ed un piacere e vi ringrazio per avermene dato l'opportunità.
Bill Watterson"
.
L'ultima striscia di Calvin & Hobbes fu pubblicata il 31 dicembre 1995. Dal ritiro, Bill Watterson si è dedicato alla pittura, principalmente paesaggi boscosi. Ha anche pubblicato diverse antologie delle strip di Calvin & Hobbes. Sul numero dell'ottobre 2005 di Maxim, Watterson ha espressamente richiesto alla Universal Press Syndicate di non re-indirizzargli più le lettere dei suoi fan. Vivendo relativamente escluso a Chagrin Falls con sua moglie Melissa, Watterson rifiuta di firmare autografi o di dare interviste. Watterson con la sua famiglia sono stati spesso visti pattinare alla pista di pattinaggio di Chagrin Falls. [Sigh!]

I santini del nuovo millennio


Ricordate?


Tempo addietro il sindaco della ridente [che avrà da ridere poi...] città
di Palermo, avv. Diego Cammarata, si era deciso a reintrodurre le targhe
alterne in centro per contrastare lo smog. Il provvedimento sarebbe
dovuto partire lunedì 20 ottobre prossimo. Adesso pare, si dice, si mormora
che tutto verrà slittato al prossimissimo 27 ottobre. Fino a nuovo contrordine...

lunedì 13 ottobre 2008

Copertine sulla crisi


La mia copertina sulla crisi sul risodegliangeli.corriere.it

[Liberi di leggere: speciale pandalikes]

Signore e signori strabuzzate le pupille: questa volta vi conduco verso un piccolo grande capolavoro. Non si tratta né di un libro né di un albo a fumetti ma di un blog. Uno splendido e spesso geniale blog di un giovanissimo autore di fumetti [la cui foto è riportata qui sotto] che, come capita forse una volta nella vita, ha azzeccato l'Idea, rigorosamente con la maiuscola! In giro per il Web è già un caso e le tavole del piccolo [fetentissimo] panda sono diventate un cult... Addirittura l'autore ha dovuto cerare uno spazio appositamente strutturato per ospitare gli innumerevoli omaggi che, dall'inizio a oggi, sono via via pervenuti [questo il link: pandatributes.blogspot.com]. L'autore, Giacomo Bevilacqua, così si descrive: Nasce nel 1983. Disegna fumetti di professione da quando ha 22 anni. Ma fa anche dell'altro. E, soprattutto, così ama definirsi: Mi smonto, scappo, rido, inciampo. Sono un comico di vaudeville, un cantore dell'ombra, un poeta innamorato di un'attrice del muto. Faccio puzze da Guinness, bevo Guinness, ho apprezzato Alec Guinness, soprattutto in Guerre Stellari. Mi nascondo dietro il bordo della vita, strappo il confine tra la realtà e il sogno, mangio di notte, scivolo da un letto a un altro e arrossisco perchè il sesso non è contemplato. Spizzico bocconi di talento, mi nutro di sentimento, virtuoso del Control C, affezionato al lato B. Mi distinguo, non mi estinguo. Vorrei spiegarvi il mondo, ne sono capace. Ma preferisco il letargo. A Panda Piace. (L.Bartoli)
Consigliatissimo ai più, ma anche ai pochi...

Italiani all'estero


La notizia è su tutti i giornali, anche quelli sportivi.
Per cui, andatevela a cercare... Buona giornata!

[Intervallo]


La situazione è quel che è, non c'è scampo più per me...
Insomma, come suggerito nella vignetta, in Sicilia si galleggia a vista.
Preparate le ciambelle... 'Zigh!

sabato 11 ottobre 2008

[Liberi di leggere: dedicato a Umberto]

"In tutto questo tempo nessuno ti ha mai parlato di me. Di chi ero, di come ho vissuto, di come me ne sono andata." Con queste parole Alina Marazzi immagina che la madre Liseli, scomparsa tragicamente quando lei aveva solo sette anni, cominci a raccontarle la sua vita.
Una storia di struggente intensità, che la regista ha cercato e ritrovato là dove era rimasta nascosta: nelle pellicole stipate nella soffitta del nonno, l'editore Ulrico Hoepli, che per decenni aveva fissato i ricordi familiari con una cinepresa amatoriale. Poco alla volta à nata l'idea di montare quei frammenti di memoria, insieme a documenti, lettere, pagine di diario, per ridare voce a quella donna appena conosciuta ma indimenticabile e al tempo stesso ripercorrere la storia di una famiglia e di un secolo, il risultato è questo film. Un percorso a ritroso nei meandri della memoria, alla ricerca della madre perduta e mai conosciuta. Poetico e nostalgico, ma mai stucchevole. E', forse, il ricordo nella forma e nei modi che ognuno di noi dovrebbe sempre tenere presente.
Giacché nulla rimane dei nostri cari se non il ricordo.
Nel libro la regista ne racconta l'origine, le travagliate vicende produttive e tutto ciò che è venuto dopo: il successo di pubblico e critica, la comunità creatasi attorno al sito internet, le reazioni degli spettatori.

Menzione speciale della giuria Festival internazionale del cinema di Locarno 2002 Miglior documentario italiano Torino Film Festival 2002

"Un piccolo film commovente che, guardando in faccia la storia e le storie, restituisce un caleidoscopio di sensazioni e riesce a creare infine un'armonia, prova che a volte un film è misteriosamente onnipotente."
Maurizio Porro, Corriere della Sera
"Un film fatto di vento, impalpabile, raffiche di sentimenti, scaglie di ricordi in mulinello. Una vita, la storia di una donna raccontata da sua figlia."
Concita De Gregorio, D. La Repubblica delle donne
"È un piccolo evento di culto lo struggente, bellissimo racconto per immagini di Alina Marazzi." Silvia Ballestra "Alina Marazzi compone un ritratto postumo che dà le vertigini per originalità d'impianto e audacia personale. Prestando la propria voce a quella madre perduta e ritrovata, la figlia-regista abolisce ogni confine fra documentario e fiction, storia personale e romanzo familiare. Insomma, una lezione. Di coraggio, di fermezza, di fiducia. In se stessi e nel cinema."
Fabio Ferzetti, Il Messaggero

Alina Marazzi, Un'ora sola ti vorrei, Rizzoli Libro+DVD € 19.50

Dove si compra l'Etica?


Lo so, lo so... il ritrattino del capitalista [un banchiere, in
questo caso] sa tanto di satira vetero-comunista. Ma non è
che questa crisi sa tanto, invece, di speculazione vetero-capitalista?

Arriva la crisi! Anche qui...

venerdì 10 ottobre 2008

[Liberi di leggere]

Emilio, un anziano direttore di banca affetto dal morbo di Alzheimer, è ricoverato dalla sua famiglia in una residenza per la terza età. In questo ambiente, egli apprende come convivere con i suoi nuovi compagni e con gli infermieri che li accudiscono, cercando di non sprofondare in una morbosa routine quotidiana. La lotta contro la malattia è sorretta dalla volontà di mantenere la sua memoria e di evitare di essere portato all'ultimo piano, quello del non ritorno. La mancanza di memoria – dai ricordi alle cose più semplici, come il saper mangiare o il vestirsi – la mancanza di contatto con la realtà, il disagio dei famigliari e dei pazienti nei confronti della malattia, sono descritti con un misto di umorismo e commozione.

Premi: Miglior fumetto spagnolo per il Diaro de Avisos di Tenerife, lo storico premio spagnolo dedicato ai fumetti. Miglior opera e Miglior sceneggiatura al Salone internazionale del fumetto di Barcellona.

Recensioni stampa estera
- «Rughe racconta con precisione la battaglia contro la vecchiaia. Una battaglia senza armi, non esente da lacrime e pene.» Ives-Marie Labbé, critico letterario di Le Monde
- «Paco Roca tratta il morbo di Alzheimer con un misto di umorismo e commozione.» El Mundo
- «Ti disarma dalle prime pagine, aggrapandoti a una spirale di oblio, dalla quale è poi impossibile staccarsi». Álvaro Pons, El Pais

Paco Roca, qui il suo sito, già a metà degli anni Novanta, si è fatto conoscere nel mercato spagnolo come un artista eclettico, capace di raccontare e disegnare diversi tipi di storie con la stessa intensità. Pubblica regolarmente per la rivista spagnola La Cúpula e ha già realizzato diversi graphic novel: Gog, Il gioco lugubre, Figli della Alhambra e Il faro (Tunué), alcuni dei quali sono stati tradotti in Francia e in Italia. Con Rughe - il suo ultimo graphic novel che racconta la storia di Emilio, ex direttore di banca affetto dal morbo di Alzhimer e ricoverato in una clinica per anziani - ha ottenuto successi di critica e di pubblico in Francia, Spagna e Italia, e ha vinto numerosi premi tra cui: “Miglior fumetto spagnolo” per il Diaro de Avisos di Tenerife e quello come “Miglior opera e Miglior sceneggiatura al Salone internazionale del fumetto di Barcellona.

Rughe, Tunué, 2008, 104 pp a colori, € 12,50